Apertura della successione e primi adempimenti

Apertura della successione e primi adempimenti

da | Mag 19, 2022 | Eventi

Nonostante il dolore che si prova a seguito della scomparsa di una persona cara, ci sono delle procedure che devono essere eseguite. Tra queste la successione ereditaria.

Apertura successione ereditaria

L’apertura della successione ereditaria, secondo quanto previsto dall’art. 456 del Codice Civile, si ha al momento della morte (istante in cui si verifica la cessazione irreversibile delle funzioni dell’encefalo) e nel luogo in cui il defunto ha avuto l’ultimo domicilio, che è diverso dal luogo in cui è morto.

Chiamata all’eredità

L’apertura alla successione è seguita dalla chiamata all’eredità, nella quale vengono individuate le persone che succedono al defunto. Queste possono essere determinate in base a un testamento se presente o a quanto indicato dalla legge (congiunto, discendenti, ascendenti, collaterali e parenti sino al sesto grado). In caso di testamento (olografo o segreto) si deve procedere alla sua pubblicazione nel “Registro generale dei testamenti” attraverso un verbale redatto dal notaio.

Da sottolineare, inoltre, che i chiamati all’eredità non sono ancora eredi, in quanto non hanno ancora proceduto all’accettazione espressa o tacita dell’eredità (la rinuncia, invece, deve essere sempre scritta).

Accettazione dell’eredità

I chiamati all’eredità non sono obbligati a diventare eredi. L’eredità, infatti, deve essere accettata e questo può avvenire in due modi:

  • accettazione pura e semplice – il patrimonio del defunto e quello dell’erede vanno a costituire un unico patrimonio: ciò comporta che l’erede dovrà rispondere per debiti anche superiori all’attivo ereditario. Questo tipo di accettazione può essere tacita, quando la persona compie un atto che presuppone la sua volontà di accettazione (esempio la vendita di un mobile del defunto);
  • accettazione con beneficio d’inventario – il patrimonio del defunto e quello dell’erede restano distinti e separati giuridicamente. Questo comporta che, in caso di debiti, l’erede risponderà soltanto fino all’attivo ereditario. Questo tipo di accettazione è obbligatoria solo nel caso in cui l’eredità sia attribuita a soggetti incapaci d’agire o a persone giuridiche. Essa può avvenire soltanto in forma scritta e l’obbligo di inventario è pari a tre mesi se il chiamato è già in possesso dei beni ereditari o fino alla prescrizione del diritto di accettazione se non vi sia il possesso dei beni ereditari.

Termine di accettazione dell’eredità

Il diritto all’accettazione dell’eredità si prescrive dopo dieci anni dall’apertura della successione. Gli interessati possono rivolgersi al giudice per fissare un termine più breve entro il quale il chiamato debba dichiararsi. Mentre l’accettazione non può essere revocata, questo può succedere con la rinuncia a meno che, nel frattempo, non siano trascorsi i dieci anni o il patrimonio non sia passato ad altri eredi.

 

Ne abbiamo parlato nel corso dell’evento che si è svolto presso la Casa Funeraria Memoria di Buja mercoledì 18 maggio 2022.

E’ possibile rivedere la diretta dell’evento sul nostro Canale Youtube.

 

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