Silvio Berlusconi

Milano,

- 12/06/2023

12/06/2023

Addio a Silvio Berlusconi

Se ne va il Cavaliere, l’iconico politico e magnate dei media, scomparso all’età di 86 anni.

È difficile immaginare un’Italia senza Silvio Berlusconi, l’Arcitaliano per eccellenza, un personaggio di grande spessore. Negli ultimi cinquant’anni, non c’è stato un giorno in cui il suo nome non sia stato evocato, in televisione, sui giornali, in Parlamento, nei bar, allo stadio. “Il Berlusca” ha diviso l’opinione pubblica come nessuno prima di lui. Imprenditore edile, magnate televisivo, presidente del Milan e successivamente del Monza, fondatore di un partito Forza Italia, è stato primo ministro per quattro volte e imputato in processi clamorosi. Tutto in lui è stato eccessivo, figlio di una grandiosità senza limiti. La sua popolarità è stata tale da identificarlo, nel mondo, con l’essenza stessa dell’italianità.

Nato a Milano 86 anni fa, inizialmente un imprenditore di successo, poi un leader politico, ha segnato la storia del Paese negli ultimi 40 anni. Dopo aver fondato Forza Italia, è stato presidente del Consiglio per quattro mandati.
Ha avuto due mogli, Elvira Lucia Dall’Oglio e Veronica Lario, e cinque figli: Marina, Pier Silvio, Barbara, Eleonora e Luigi. Le sue ultime due compagne sono state Francesca Pascale e Marta Fascina.

È stato eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1994, dove è stato riconfermato per quattro legislature consecutive. Nel 2013 è passato al Senato. Tuttavia, nello stesso anno è stato condannato definitivamente a quattro anni di reclusione per frode fiscale, con l’interdizione dai pubblici uffici per altri due anni, che ha comportato la sua decadenza da senatore. Successivamente, è stato eletto al Parlamento Europeo nel 2019 e, nell’anno scorso, è stato rieletto senatore a Monza.
È stato il personaggio pubblico più noto e controverso dell’Italia politica, economica e finanziaria degli ultimi 50 anni. Amato e allo stesso tempo detestato, ha creato attorno a sé una polarizzazione reale, prima ancora che politica, in grado di dividere il Paese, l’opinione pubblica e l’elettorato in due fazioni. Da un lato, i sostenitori assoluti pronti a seguire ogni sua battaglia, anche di natura privata; dall’altro, gli avversari pronti a farne l’emblema del male. Senza dubbio, Berlusconi è stato per lungo tempo l’italiano più conosciuto all’estero: grazie all’ampiezza del suo impero mediatico, alla durata della sua carriera politica e istituzionale, ma anche per le “gag” con cui si faceva notare durante i meeting internazionali.

La sua popolarità è stata tale da identificarlo, nel mondo, con l’essenza stessa dell’italianità. Nel bene e nel male.

Imprenditore edile di straordinario successo, “padre di Milano 2 e Milano 3”, poi inventore – con l’appoggio politico che gli ha consentito di sovvertire la legislazione vigente – della televisione privata-commerciale di massa, infine leader politico capace di emergere nella dissoluzione post-Tangentopoli e di porsi al centro della cosiddetta “Seconda Repubblica”, creando un soggetto fino ad allora inesistente e completamente atipico sulla scena europea: un centrodestra di governo con tratti populisti che prometteva di controllare, attraverso la sua carismatica leadership, anche la destra post-Msi e la Lega autonomista.
Il filo che ha intessuto le varie fasi della sua vita è stata la presidenza del Milan. Un percorso fatto di passione, ambizione e lungimiranza, che ha portato il club rossonero ad alzare al cielo 29 trofei in 30 anni, diventando una delle squadre più vincenti della storia del calcio.

L’intera vicenda politica di Berlusconi è stata segnata da tre elementi chiave: il conflitto politico legato agli interessi economici e finanziari privati, il complicato rapporto con la magistratura e infine gli scandali legati alla sfera più personale che hanno intaccato la sua immagine internazionale. Ha affrontato oltre venti procedimenti giudiziari, ribellandosi sempre e considerandosi “perseguitato”.

Il suo declino politico è iniziato con la crisi degli spread e la soluzione d’emergenza rappresentata da Mario Monti nel 2011. Successivamente, nel 2013, è stato condannato per frode fiscale e decaduto dal Senato. Tuttavia, la sua creatura, Forza Italia, non si è mai completamente arresa, permettendogli di partecipare sia ad alleanze trasversali sia a coalizioni politiche nazionali e locali.

Genio assoluto della comunicazione, anche nelle situazioni più difficili, il Cavaliere è riuscito a riguadagnare la simpatia del pubblico: persino la condanna ai servizi sociali presso una struttura per anziani a Cesano Boscone, lontano dall’essere un simbolo del suo declino, è diventata il trampolino per una sorprendente “operazione simpatia”.

Con la sua morte, molti enigmi restano irrisolti. Tra i più attuali, quello sulla reale possibilità che senza di lui possa ancora esistere o sopravvivere un centro del centrodestra, liberale ed europeista.

Quel che è certo è che con Silvio Berlusconi si chiude un’epoca. Un capitolo di un’Italia che non sarà più la stessa.

’ riuscito ad incantare tutti, sempre. Tranne il tempo che passa.

E forse anche per questo, al di là di pareri personali e colori politici, la notizia della scomparsa del Cavaliere ha ricoperto il Paese di una coltre di malinconia.

Ai suoi cari, le più sentite condoglianze.

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I saluti a Silvio Berlusconi

3 risposte

  1. Caro Silvio, Maestro di vita, Uomo inarrestabile, inarrivabile, fonte di ispirazione e per sempre mio eroe, grazie, grazie di cuore per tutto.
    Riposa in Pace.

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